Condividiamo uno studio pubblicato da un gruppo di ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. La ricerca è stata condotta su un gruppo di 104 persone detenute, a cui è stato successivamente proposto il percorso Liberi Dentro.

In questo studio sono stati analizzati alcuni punti chiave dei percorsi di educazione alla consapevolezza per istituti penali che da anni vengono realizzati ispirandosi al My Life Design:

  • la Gratitudine ed il Perdono, quali risorse a cui attingere per affrontare qualunque situazione
  • la rabbia, emozione tra le più forti, fattore di rischio che se non gestito può causare notevole malessere e sfociare in violenza.

La gratitudine, nello specifico, promuove equilibrio e benessere psicologico. Il perdono contribuisce a prevenire comportamenti antisociali, aggressivi e criminali.

L’analisi, condotta secondo parametri scientifici, mette in relazione questi tre elementi, osservando il rapporto inversamente proporzionale tra i primi due ed il terzo. Ovvero: in presenza di gratitudine e perdono la rabbia risulta essere più contenuta.

Queste evidenze avvalorano ulteriormente i principi ed i valori che desideriamo diffondere attraverso i progetti rivolti alle persone recluse, il cui obiettivo è stimolare un percorso di crescente consapevolezza, benessere e responsabilità, per la rielaborazione ed integrazione del passato e la costruzione di relazioni equilibrate.  

Tali passaggi sono necessari e propedeutici per un reintegro in società effettivo e positivo, al termine della pena, per contrastare la recidiva che in Italia si attesta al 70%, in assenza di quei percorsi educativi che la Costituzione stessa prevede. 

Siamo grati e felici per il paziente e appassionato lavoro degli ultimi anni, che ha portato a questo ulteriore tassello nell’ampio disegno della giustizia consapevole.

Un grazie speciale al prof. Camillo Regalia della Cattolica di Milano, per il coordinamento dello studio, e alle ricercatrici che lo hano realizzato, le dott.sse Francesca Danioni, Giorgia Paleari e Sara Pelucchi. Alla dott.ssa Maria Rita Lombrano, referente del Centro Studi dell’Associazione, e a Daniel Lumera, ideatore del Metodo alla base dei progetti nelle carceri.

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