Il 23 ottobre scorso è stata inaugurata la 1° Stanza della Meditazione permanente in un carcere italiano, al Pagliarelli di Palermo.

Celebrimo insieme il 1° mese di questo progetto straordinario!!

Nasce da lontano, dall’intento di portare nuove prospettive e strumenti alle persone che hanno commesso reati. Affinchè il tempo della pena non sia mera privazione di libertà, e a volte di dignità, ma occasione di profonda trasformazione.

Nel 2021, proprio in questo carcere palermitano, nasce Caro Amico ti Scrivo per superare le restrizioni e l’isolamento della pandemia.

Nell’estate di quest’anno anche Liberi Dentro è arrivato al Pagliarelli, parallelamente ad altri progetti sociali sul territorio, come raccontato in questo articolo.

Esattamente 1 mese fà, a coronamento del percorso, è stata avviata la 1° Stanza della Meditazione permanente. Un progetto unico nel suo genere, un luogo dedicato nel quale sia le persone recluse che il personale civile e di polizia possono concedersi uno spazio di silenzio.

Inoltre, chi ha scelto di impegnarsi nella pratica costante delle attivazioni bioenergetiche e della meditazione, con il tempo avrà la possibilità di trasmetterla ai propri compagni. E chissà, un giorno magari anche fuori dal carcere.

Sarà nostra cura accompagnare questo percorso.

Il progetto prevede inoltre un monitoraggio costante dei risultati, mediante rilevazioni scientifiche e verifica di indicatori significativi. Come il numero dei provvedimenti disciplinari, ad oggi in drastico calo!

In questi tempi di grandi e violenti contrasti, abbiamo creato uno spazio grazie al quale prevenire e smorzare conflitti e tensioni, che in carcere sono così frequenti.

A beneficio delle persone detenute, degli operatori, della polizia penitenziaria e, a cascata, delle loro relazioni e della società intera.

Realizzazione del progetto

Il primo step è stato un vero e proprio “ritiro di meditazione” intensivo, mediante incontri quotidiani condotti da Daniel Lumera, Cristina Franchini e Francesca Macaddino.

Le regole che scandiscono la vita carceraria hanno lasciato il posto a una differente forma di disciplina: quella del rituale e della cura. Per imparare a prendersi cura di uno spazio comune e di se stessi.

Ulteriori appuntamenti e strumenti per approfondire la pratica e rafforzare il gruppo sono stati pianificati subito dopo l’inaugurazione.

Incontri periodici, sia in presenza che in collegamento web, creano spazi di condivisione dal vivo.

Tutte le persone partecipanti, poi, sono destinatarie di una Dispensa e di lettori MP3 con le meditazioni ed esercitazioni guidate, per la pratica individuale.

Un grazie speciale a tutti coloro che hanno reso possibile La Stanza della Meditazione, la Direttrice dell’istituto penale, dott.ssa M. Luisa Malato, le funzionarie assegnate al progetto, dott.sse Alba Petruso e Simona Patelmo, la cui collaborazione fattiva e costante è imprescindibile, la capo area trattamentale dott.ssa Rosaria Puleo e il Comandante Giuseppe Rizzo.

Grazie anche all’equipe delle psicologhe dell’istituto, le dott.sse Sara Lo Voi ed Elena Volpes, per il prezioso supporto professionale nella fase di ricerca scientifica, così come alla prof.ssa Maria Garro, dell’Università di Palermo, con la quale sarà un onore collaborare per questo innovativo filone di ricerca.

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