Il diario di bordo con le condivisioni di chi sta conducendo Liberi Dentro a Bollate prosegue. Giunti al 5° capitolo, ascoltiamo la testimonianza di Linda Ammendola.

Con questo progetto, Linda si sperimenta per la prima volta in carcere. Un luogo complicato, che però è fatto di persone, esattamente come qualunque altro contesto.

Ecco dunque le sue riflessioni, dopo una giornata dentro.

“Oggi a Bollate è stata una giornata bellissima, un viaggio che è partito dal perdono, terminando nella meditazione.

In carcere non posso catturare i volti di questi uomini con delle foto, ma quegli sguardi, quei cambiamenti, sono immagini indelebili dentro di me.

Il tema del Perdono rimane complesso per molti di loro, con alcune resistenze e incertezze.

E’ impossibile perdonare tutto, alcune cose non si possono perdonare!” dice Giorgio (nome di fantasia).

Tuttavia, il metodo del My Life Design, come ormai sappiamo, è molto più che una teoria, è un’esperienza vissuta. Solo attraverso la pratica si può veramente comprendere il perdono, trasformandolo in uno stile di vita.

Le parole di Fulvio (nome di fantasia) mi hanno colpito profondamente. Lui sostiene che la vera sofferenza risieda nell’amore: ama la natura ma non riesce ad amare le persone, convinto che l’amore porti solo sofferenza.

Trovo che questa sua confessione sia il primo passo verso la scoperta di ciò che veramente è l’amore. Il primo passo per liberarsi dalla sofferenza.

“IL PERDONO NON E’ CANCELLARE, NON E’ DIMENTICARE, E’ RICORDARE COME AMARE” dice Daniel Lumera.

Credo fermamente che, attraverso la pratica, Fulvio e molti altri possano ritrovare sè stessi, riscoprendo la loro essenza più pura, l’amore.

Dopo è stato naturale passare alla meditazione.

È stata una magia per me meditare insieme a loro.

Un’atmosfera più leggera si è diffusa nell’aria e, aprendo gli occhi, i loro volti erano diversi: più rilassati, più sereni, più felici.

Per me ogni loro condivisione è un invito a guardare dentro di me, a riscoprire il potere dell’amore e della consapevolezza.

Se queste esperienze hanno toccato qualcosa in voi come hanno fatto con me, vi invito a riflettere su come l’amore e la consapevolezza possano trasformare anche le zone più oscure della nostra vita.”

Linda Ammendola

Proprio questo avviene in carcere, l’incontro tra le ombre e le luci, che abitano in ciascuno di noi.

Quello che portiamo è l’esperienza personale, concreta, di come poter scegliere, giorno dopo giorno, l’amore. Dalle piccole alle grandi cose. E’ una possibilità che abbiamo tutti a disposizione.

Condividendola con l’umiltà di presentarci con le nostre di ombre, di fragilità, di fallimenti, allora possiamo essere di esempio e ispirazione.

E accade….

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